Uniassifin dicembre 7, 2017 Nessun commento

In autosenza assicurazione? Fioccano le multe

Attenzione a non pagare l’assicurazione o a viaggiare in auto senza revisione. Da qualche tempo c’è un occhio elettronico che stana i proprietari dei veicoli non in regola. E le multe sono già iniziate a piovere! In due mesi di controlli con il targa system i vigili urbani del comando di Frosinone hanno sanzionato 213 veicoli senza revisione e 29 sprovvisti di assicurazione. Read more

Uniassifin novembre 17, 2017 Nessun commento

Il meccanico del 2017: cosa sapere e come tutelarsi

Fare il meccanico, un mestiere trasformato dall’elettronica

Al meccanico moderno è richiesto di agire con la precisione di un chirurgo, in un ambiente non asettico come una sala operatoria, ma sicuramente pulito. Ciò non significa che per avere accesso all’attività sia necessario ottenere una laurea, ma serve comunque un diploma rilasciato dopo avere frequentato una scuola professionale per “meccanico riparatore di veicoli a motore”. Vi si accede al termine della terza media, attraverso istituti statali o privati, che assicurano corsi diurni o serali. In Italia sono disponibili inoltre anche percorsi più specialistici, come la Motorsport Technical School (MTS), la prima scuola italiana per la formazione di tecnici delle competizioni a due e quattro ruote.
 
Gli studi di base da soli non bastano, perché l’evoluzione procede a ritmi sostenuti, quindi anche dopo avere ottenuto una certificazione, il professionista deve seguire periodicamente corsi di aggiornamento che possono essere generici oppure curati direttamente dai costruttori di veicoli, dedicati a tecnologie o a modelli specifici. Se un tempo era sufficiente un buon intuito per arrivare a identificare il guasto dall’analisi dei sintomi, oggi molti degli inconvenienti derivano da avarie elettroniche. Ecco perché, entro gennaio 2018, gli operatori di questo comparto dovranno adeguarsi alla legge 224/2012 Modifica alla disciplina dell’attività di autoriparazione”. Non esisterà più il meccanico, ma il meccatronico: le professioni di meccanico ed elettrauto infatti si completeranno in un unico professionista.
 

Aprire un’officina: iter burocratico, costi, dotazioni

Per aprire un’officina indipendente, ci sono numerosi adempimenti burocratici da ottemperare. Riassumiamoli:
 
  • è opportuno segnalare al Comune l’inizio attività avendo regolato le posizioni INPS e INAIL;
  • il vostro locale dovrà aver superato la valutazione dell’impatto acustico e delle emissioni nell’atmosfera;
  • andranno verificate e rispettate tutte le norme su sicurezza, agibilità e igiene.


Sono le Regioni ad avere precisi regolamenti in merito
 ed è a loro che conviene rivolgersi per informazioni più dettagliate.

Ma quanto costa, indicativamente, aprire un’officina oggi? Tutto dipende dalle dimensioni e dalla quantità di servizi offerti, ma alcuni investimenti sono indispensabili in ogni caso. Servono almeno € 100.000 di investimento iniziale per un’officina mediamente attrezzata, con due postazioni di lavoro a ponte sollevatore e una postazione per la verniciatura della carrozzeria, cui si aggiungono i costi per il personale sia tecnico che di contabilità. Essenziali sono gli strumenti di diagnosi perché oltre alle operazioni di routine (come la sostituzione delle pastiglie freno o degli ammortizzatori), al meccatronico vengono richiesti interventi su guasti delle componenti elettroniche.

Fidelizzare il cliente con servizi aggiuntivi

Un locale pulito e attrezzato è la base per svolgere al meglio il lavoro, ma non basta: è fondamentale selezionare con cura il tipo di servizi fruibili. Meglio prevedere allora un budget aggiuntivo per ampliare l’offerta. Di norma maggior è il numero di prestazioni, più alte sono le possibilità di fidelizzare il cliente, soprattutto quando si tratta di intervenire dopo un incidente. Certamente il nostro acquirente preferirebbe risolvere tutti i problemi presso un unico professionista, piuttosto che doversi rivolgere ai singoli specialisti. Se disporre di officina e carrozzeria rendono la nostra proposta più completa, un carro attrezzi personale e l’auto di cortesia sono plus che fanno la differenza. Se poi aggiungiamo anche montaggio e stoccaggio di pneumatici e servizio di revisione, ci presentiamo sul mercato in modo davvero competitivo.

Comunicare e tutelarsi

Con le evoluzioni del mondo online oggi, disporre di una pagina social dedicata e aggiornata periodicamente può risultare utile; come del resto ottenere “feedback” positivi da clienti soddisfatti rappresenta la migliore pubblicità possibile. E per fare rete, non virtuale ma tra colleghi, una strada è quella di rivolgersi alle varie associazioni di categoria, affiliate alla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa con organizzazioni locali e nazionali.

Non vanno sottovalutati i rischi del mestiere, dalla responsabilità civile nei confronti dei clienti che si potrebbero ferire con utensili o urtando un veicolo, ai danni accidentali che si potrebbero causare alla carrozzeria del veicolo durante una riparazione, e il furto, totale o parziale, di un mezzo affidato per la riparazione. Ecco perché è meglio dotarsi di una polizza assicurativa che ci permetta di lavorare in piena sicurezza.

Uniassifin ottobre 26, 2017 Nessun commento

Catastrofi naturali e hacker: come proteggere l’attività

Il mondo del lavoro di oggi deve fare i conti con una minaccia in più: a tutti i rischi “tradizionali” si è aggiunta negli ultimi anni una nuova minaccia, particolarmente dannosa per le conseguenze che può portare: è quella che viene chiamata “rischio cyber”. Si tratta di un rischio in forte crescita, subdolo e difficilmente arginabile, che riguarda sempre di più anche le piccole e medie imprese, le quali già devono fare i conti con molte altre fonti di rischio. Read more

Uniassifin settembre 18, 2017 Nessun commento

I furbetti senza Rcauto tremano: ecco il targa system

Il 15% degli automobilisti frusinati sprovvisto di assicurazione farà bene a mettersi in regola al più presto. Nei prossimi giorni, infatti, la polizia locale comincerà a fare i controlli su strada con il targa system. Secondo quando riportato dal quotidiano Ciociaria Oggi, il Comune nei mesi scorsi aveva acquistato, per un totale di 10.883 euro, un targa system. Si tratta di un dispositivo tecnologico controllato a distanza che consente di accertare, attraverso il numero di targa, se il veicolo è assicurato o non ha la revisione. Negli ultimi anni, dal comando dei vigili hanno riscontrato una crescita delle contestazioni in questo senso. Read more

Uniassifin agosto 28, 2017 Nessun commento

Terremoto: assicurate solo il 2% delle case

Il 95% delle abitazioni italiane non è assicurato contro le calamità naturali. Una percentuale che sale al 98% se si guarda allo specifico rischio terremoto. Dati a dir poco allarmanti quelli riportati dal Sole 24 Ore, per un paese dal rischio sismico abbastanza elevato come il nostro. Solo l’ultimo terribile sisma del Centro Italia – di cui giovedì 24 agosto è ricorso il primo anniversario – ha prodotto danni diretti e indiretti per oltre 23 miliardi, secondo i calcoli della Protezione civile. I danni diretti ai fabbricati (residenziali e non), secondo l’Ania, ammontano ad oltre 5,7 miliardi. Ma di questi solo 200 milioni erano assicurati. Read more

Uniassifin agosto 24, 2017 Nessun commento

L’Italia si “dimentica” degli anziani!

Il paradosso è servito. Il Paese più vecchio d’Europa rischia di dimenticarsi dei propri anziani. Già è proprio così. Perchè in Italia il 21,4 per cento della popolazione ha più di 65 anni, in confronto alla media europea che è del 18,5. L’invecchiamento, del resto, non si ferma: nel 2050, secondo le stime Istat, gli over 65 arriveranno a quasi 22 milioni, praticamente una persona ogni tre. Eppure, denuncia l’ultimo rapporto dell’Irccs Inrca (l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per anziani), tra i grandi Paesi europei il nostro è l’unico a non aver riorganizzato in maniera organica, in rapporto quindi al numero di anziani presenti in Italia, il suo sistema di continuità assistenziale. Con il risultato che il «peso» delle cure mediche ricade in gran parte sulle famiglieOggi in Italia sono almeno un milione le persone che dedicano parte dei loro giorni (e, spesso, ore di notti insonni) ad assistere parenti non più autosufficienti. Circa 561 mila famiglie, registra il Censis, hanno dovuto utilizzare i propri risparmi oppure, nei peggiori dei casi, vendere l’abitazione di proprietà o contrarre debiti. Dietro percentuali e statistiche, ci sono nomi e cognomi: storie di rassegnazione, amarezza e profonda solitudine.

Le due strade  

Senza scomodare la Costituzione, una legge per il diritto alla salute c’è già. È la numero 833 del 1978. «Dovrebbe garantire le cure, qualsiasi sia la malattia e senza limiti di durata. Il problema è che spesso, specie quando si parla di anziani, non è così», spiega Maria Grazia Breda, presidente della Fondazione promozione sociale, nata nel 2003 per tutelare i diritti delle persone non autosufficienti. Nel «modello» italiano ci sono due strade: la prima, più battuta, è la «domiciliarità»(a volte sono familiari che si “sacrificano” restando in casa, altre volte vengono chiamate delle badanti) che secondo le stime dell’Auser, (l’Associazione per invecchiamento attivo) riguarda 2,5 milioni di anziani. La seconda è quella della «residenzialità», ossia l’insieme di strutture (pubbliche o private) in cui, secondo gli ultimi dati del 2013, sono ospitati 278 mila anziani autosufficienti e non.

Tra debiti e rassegnazione  

In entrambi i casi, chiunque si trovi nella condizione di assistere un anziano non autosufficiente, sperimenta sulla propria pelle la carenza cronica di risorse pubbliche. Nel 2017 il Fondo per le politiche sociali ha perso 211 sui 311,58 milioni stanziati nell’ottobre 2016 mentre quello per le non autosufficienze è stato ridimensionato a 450 milioni (contro i 500 previsti). Fondi che ora il governo ha annunciato di voler ripristinare con gli introiti della “Wb tax”. Inoltre, la fotografia scattata sulle dichiarazioni dei redditi 2016 evidenzia che oltre il 70% degli anziani ha un reddito complessivo inferiore a 14.600 euro netti. Una badante in regola ha un costo medio di circa 15 mila euro l’anno. Per molti quindi, anche tenere una persona in casa che si occupi dell’anziano, è un lusso.

Le lista d’attesa infinite  

Ma la situazione è ancora più grigia per chi sceglie la residenzialità. Le strutture private chiedono circa 3-4000 euro al mese. E per quelle pubbliche (in cui la quota a carico dell’assistito è di circa la metà) prima ancora del pagamento delle retta il problema è l’accesso stesso alla prestazione. I posti letto disponibili in 5 anni hanno subito una sforbiciata del 23,6%. E le liste d’attesa si ingrossano. «I tempi per accedere a una struttura – spiega ancora Maria Grazia Breda – spesso si protraggono per anni e chi è dentro rischia di restarci poco. Il quadro è desolante. Ogni giorno siamo sommersi dalle telefonate di persone che chiedono aiuto per opporsi alle dimissioni forzate dei propri cari».

Una criticità a cui si può far fronte grazie ad UniSalute, compagnia del Gruppo Unipol che da vent’anni si dedica alla protezione sanitaria integrativa indirizzando gli assicurati in strutture sanitarie convenzionate di primo livello. SCOPRI DI PIU’

Uniassifin agosto 7, 2017 Nessun commento

Mettiamo in sicurezza la casa per le vacanze

Estate, ferie, viaggi: in che modo proteggere la propria abitazione prima di ogni partenza? Ecco a voi degli utili consigli su come evitare spiacevoli inconvenienti con apparecchi elettrici, elettrodomestici, rubinetti del gas e dell’acqua. Soluzioni e idee per ritrovare piante in salute e giardini verdissimi. E naturalmente tutte le contromisure da adottare per scoraggiare e allontanare qualsiasi tentativo di intrusione esterna.  Read more

Uniassifin luglio 28, 2017 Nessun commento

UnipolSai GO: l’assicurazione viaggio in un click

Le ferie si avvicinano e come sempre c’è qualche ritardatario che ancora non si è affrettato a prenotare. E la fretta poi, si sa, è cattiva consigliera. E quando arriva il momento di partire, la valigia è chiusa, il biglietto è fatto, ma alla copertura assicurativa chi ci pensa? Da oggi anche per voi smemorati e/o ritardatari c’è UnipolSaiGo, la prima app di assicurazione istantanea! Read more

Uniassifin luglio 24, 2017 Nessun commento

Proteggi il tuo cane o gatto con UnipolSai

Prendersi cura del proprio cane e del gatto è un impegno non da poco. Un impegno che oggi coinvolge le moltissime famiglie italiane (quasi 30 milioni) che ospitano complessivamente circa 60 milioni di animali domestici, di cui, secondo il recentissimo rapporto Assalco 2017, più di 14 milioni e mezzo sono cani e gatti. A rendere il compito più facile ci ha pensato UnipolSai, che ha creato una formula assicurativa specifica per gli animali domestici e che intervenga sia a tutela della loro salute che per far fronte a eventuali danni causati a casa o in vacanza. Read more

Uniassifin luglio 14, 2017 Nessun commento

Viaggi in moto: cosa controllare prima di partire

Avete in programma un’estate da centauri? Ecco i consigli di Christian Mattei, istruttore di GuidarePilotare (la prima scuola di guida sicura in Italia), per godersi l’avventura in sella in completa sicurezza. Come effettuare un check up attento e minuzioso della vostra moto, quali attrezzi e bagagli portare, cosa indossare, in che modo pianificare tappe e tragitto.

Un check alla moto

“Partiamo da un check up completo della moto: dallo stato di usura degli pneumatici alla loro pressione. Quest’ultimo controllo viene fatto sempre troppo di rado, l’ideale sarebbe controllarla ogni mese”. 

La pressione va controllata quando gli pneumatici sono freddi (fermi da almeno 2 ore o che hanno percorso meno di 3 km a bassa velocità). Gomme la cui pressione è inferiore del 20% rispetto alla pressione raccomandata coprono una distanza del 20% inferiore, inoltre se la pressione è troppo bassa aumentano sia il consumo di carburante che le emissioni di CO2.

Se ci si sposta tra luoghi che hanno temperature molto diverse, la pressione va monitorata anche durante il viaggio.

“Poi, il controllo dei freni: verifichiamone lo spessore e la presenza del liquido, da sostituire ogni due anni. Attenzione massima per l’olio del motore e per il liquido di raffreddamento. Consiglio anche di lubrificare la catena, ogni 1000 km percorsi.

La catena costituisce uno dei componenti più importanti della moto: pulirla, lubrificarla e registrarne correttamente la tensione è fondamentale. Ha il compito di trasmettere la forza motrice alla ruota posteriore, se curata periodicamente può durare anche svariate decine di migliaia di chilometri garantendo un viaggio in massima sicurezza.

Anche la disposizione del bagaglio è importante: spesso è la nota dolente del viaggio in moto, specie per i passeggeri.

Il carico deve essere ben distribuito. Evitare il bauletto posteriore che sbilancia completamente la moto. Sono preferibili le classiche valige laterali e una borsa serbatoio.” Destiniamo casomai il bauletto posteriore a oggetti leggeri e che servono a portata di mano. L’assetto generale dipende naturalmente anche dalla presenza del passeggero. Certo chi viaggia in moto è abituato a carichi ridotti all’essenziale, ma per le motocicliste che non vogliono rinunciare a stile e femminilità, nelle capienti borse laterali si può trovar spazio per il loro necessaire

Quello cui però non si deve rinunciare mai è il giusto equipaggiamento di sicurezza  senza dimenticare il confort:

“L‘abbigliamento tecnico può fare la differenza: il paraschiena è essenziale  perché basta una caduta a bassa velocità per farsi davvero male. Aggiungo gomitiera e pettorina. Oggi sul mercato si trovano protezioni morbide e comode che diventano rigide solo in caso di impatto o tute con airbag incorporati. Sandali e bermuda sono banditi: i materiali di oggi sono studiati per ogni temperatura, perché rischiare?”. Può fare la differenza e salvarci la vita il casco integrale, consigliato per guidatore e passeggero. L’alternativa è quello modulare, che è meno sicuro e più pesante (la costruzione è più complessa) ma ha il vantaggio di poter alzare la mentoniera quando fa caldo o quando si fa rifornimento.

Non ci sono regole per programmare le tappe, bisogna conoscersi e valutare solo la propria capacità di resistenza.  Un ultimo consiglio da parte di Christian Mattei è quello di: studiare bene il percorso prima di partire per non dovervi fermare a controllare la mappa ogni volta. Ci sono app pensate per i motociclisti, ma gli occhi vanno tenuti fissi sulla strada e lo smartphone deve rimanere in tasca.

Il codice della strada vieta espressamente l’uso di apparecchi radiotelefonici alla guida ma è possibile impostare il navigatore e seguirne le indicazioni tramite un auricolare bluetooth. Infine può essere utile consultare le app per motociclisti, molto utili e stimolanti:  oltre a quelle di navigazione (la classica Google Map rimane tra le più affidabili) ne esistono di più spiccatamente social che creano community di motociclisti che si  scambiano consigli e suggerimenti come WeRide, gratis sia per iOs che per Android.

Anche noi di UnipolSai ci preoccupiamo della sicurezza di tutti gli appassionati delle due ruote con una polizza dedicata: per chi usa lo scooter nel traffico cittadino o per chi, come in questo caso, vuole concedersi una fuga dalla metropoli con la propria moto.

Per saperne di più consulta i vantaggi della nostra polizza due ruote