Uniassifin agosto 1, 2018 Nessun commento

Addio a Sergio Marchionne. La morte dell’ex numero uno del Gruppo FCA, malato da oltre un anno all’insaputa – pare – di tutti, porta con sé una capacità amministrativa e strategica determinante per il Gruppo, lasciando un vuoto organizzativo dettato dal repentino passaggio di consegne. Attendendo gli sviluppi, poniamo i riflettori sull’aspetto assicurativo della vicenda.

Come dicevamo Sergio Marchionne era un Key Man: un uomo chiave per FCA. Per figure come lui il mercato assicurativo ha elaborato nel tempo soluzioni ad hoc allo scopo di tutelare l’azienda patrimonialmente dal venir meno di una propria risorsa chiave (Key man) per cause impreviste, quali ad esempio la morte o la perdita della capacità lavorativa a causa di un infortunio o una malattia del key man. Ma facciamo il punto e spieghiamo nel dettaglio cosa significa per una società (azienda, organizzazione o ente che sia) stipulare una Polizza Assicurativa Key Man. 

Come dicevamo Marchionne era un uomo chiave all’interno di FCA. Un’azienda di queste dimensioni non ha certo problemi a sostituire manager, anche se di grande importanza. Cosa succede però se un caso analogo accadesse ad una Piccola/Media Impresa? Ci sarebbero sicuramente difficoltà nel sostituire prontamente persone chiave. Andiamo quindi a scoprire l’importanza delle polizze key man.

Come già detto, il  KEY MAN, o uomo chiave, è colui che ricopre un ruolo strategico all’interno dell’Azienda. Normalmente si identifica con l’Amministratore Delegato, ma può coincidere con qualunque figura professionale di spicco all’interno della struttura organizzativa dell’Azienda come, ad esempio, un “commerciale” con un portafoglio clienti particolarmente consistente o un “socio” portatore di idee vincenti.

Finalità della polizza KEY MAN è quella di garantire liquidità immediata per affrontare il momento critico causato dal mancato apporto professionale dell’uomo chiave.

Quando un KEY MAN viene a mancare improvvisamente l’impresa deve infatti fronteggiare molteplici difficoltà:

• il vuoto operativo a breve termine;
• la perdita di uno specifico know-how aziendale a medio/lungo termine;
• un possibile rallentamento della produzione;
• il blocco temporaneo di decisioni importanti;
• l’empasse per i collaboratori interni ed eventualmente di clienti e fornitori;
• la ricerca di una nuova persona adatta alla sostituzione.

In questi casi l’azienda non sempre dispone di risorse sufficienti a sopperire, da un punto di vista economico, le impellenze di breve periodo, come ad esempio i costi per la sostituzione, l’impatto sul business e sulle relazioni.  Inoltre, quando la perdita riguarda un socio dell’azienda o della società, il Codice Civile prevede che gli altri soci debbano liquidare la sua quota agli eredi, a meno che non si decida di sciogliere la società o di mantenerla attiva con gli eredi stessi (art. 2284 c.c.). 

La polizza KEY MAN si profila dunque come uno strumento atto a limitare i danni, un prodotto assicurativo (Temporanea Caso Morte) dedicato proprio alle aziende che desiderano proteggere il proprio business dal rischio di perdita delle risorse chiave.

Le coperture relative alla polizza KEY MAN possono comprendere solo la garanzia decesso o in forma congiunta la garanzia decesso e invalidità totale permanente. In una formula di copertura base (solo caso morte) o in una formula più completa invece (caso morte e invalidità permanente) la polizza copre, nei limiti previsti dalle condizioni contrattuali delle varie compagnie.

Normalmente le polizze Key Man prevedono una durata annuale con un premio calcolato ogni anno in funzione dell’età dell’assicurato. Questa modalità di determinazione del premio permette all’azienda di versare per ogni annualità il premio corrispondente al reale rischio di perdita dell’uomo chiave e soprattutto di rinnovare (o meno) le coperture di anno in anno in funzione delle sue reali necessità.

Sono poi disponibili prodotti con capitale fisso e premio costante parametrato su una durata pluriennale definita (5, 10 o 15 anni). In questo caso l’azienda è vincolata con un contratto pluriennale a mantenere la copertura sull’uomo chiave indipendentemente dalle sue possibili variate necessità.

Nelle forme di copertura degli uomini chiave in forma collettiva, rispetto alle coperture sull’individuo, non cambiano le esigenze che si vogliono soddisfare e i criteri delle coperture assicurative, cambiano invece le forme tariffarie, generalmente più convenienti se si considera l’economia di scala per la copertura di due o più soggetti.

L’ultimo aspetto, forse il più interessante, riguarda la deducibilità di questo tipo di polizze. Infatti i premi pagati dalla società a fronte di polizze assicurative caso morte vita intera sono deducibili in quanto non assimilabili a prodotti finanziari e il capitale assicurato costituisce sopravvenienza attiva imponibile in capo alla società stessa a patto che il beneficiario della polizza sia la società che stipula l’assicurazione per coprire il rischio morte di un amministratore considerato «fondamentale» per la gestione dell’attività della società stessa.

L’art. 109 del nuovo TUIR afferma che sono deducibili le spese riferite alle attività o ai beni da cui derivino ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito. Quindi, anche le spese sostenute per salvaguardare l’attività aziendale e tra queste anche le spese assicurative necessarie a coprire i rischi connessi alla perdita di persone fondamentali (key-man) per il proseguimento dell’attività, sono deducibili.